Vai al contenuto

Informativa sulla privacy

Ultimo aggiornamento:

Versione beta di questo documento: verrà completata prima dell’apertura di Nivonda a tutti.

Questa informativa spiega quali dati personali usa Nivonda, perché li usa, chi li vede e cosa puoi fare tu. Vale per l’uso di Nivonda nel browser.

Chi è il titolare

Il titolare del trattamento è la persona o la società che decide perché e come si usano i tuoi dati.

[Titolare: da completare — nome e cognome o ragione sociale, indirizzo]

Per qualsiasi domanda sui tuoi dati scrivi a:

ciao@nivonda.com

Quali dati raccogliamo

Per farti usare Nivonda trattiamo questi dati.

  • Il tuo account. L’email e la password. La password è gestita da Supabase Auth e non è conservata in chiaro. L’email serve per confermare l’account e per i link di accesso. Le email di servizio le manda Supabase.
  • Le tue lavagne. Il contenuto: zone, riquadri, collegamenti, timer e promemoria. Poi i messaggi della chat (le frasi che scrivi o detti e le risposte), il registro delle operazioni, che serve per annullare, e il cestino, dove va quello che togli.
  • Le persone e gli inviti. Di ogni lavagna conserviamo chi ne fa parte, con l’email e il ruolo. Di ogni invito conserviamo l’email della persona invitata, il ruolo e la scadenza. Il codice dell’invito lo conserviamo solo come impronta (SHA-256), non in chiaro.
  • Il registro tecnico delle richieste al modello. Ogni volta che il server manda una richiesta al modello, scrive una riga nel database. Serve a gestire i costi e i limiti e a capire gli errori. Nella riga ci sono queste cose.
    • Chi e quando. L’account. La data e l’ora in cui la richiesta è cominciata e finita, e quanto è durata. Il giorno e il mese (con l’ora di Roma) in cui si conta, per i limiti. Un numero che identifica la riga.
    • Che richiesta. Il tipo: capire la frase, stimare le durate o rispondere in chat. E un codice casuale della frase, che tiene insieme le richieste di una stessa frase. Il codice non dice quale lavagna né che cosa c’è scritto.
    • Il modello. Quello scelto dal server e la versione che ha risposto davvero. E se la risposta è arrivata tutta insieme.
    • Come è andata. L’esito: finita, al limite, fermata, rifiutata, errore, tempo scaduto, tagliata dal server o in corso. Se c’è stato un errore, il genere dell’errore e il codice di errore di OpenAI, mai il suo messaggio.
    • Quanto è costata. I token letti (anche quanti dalla cache) e scritti, e se li abbiamo stimati noi perché OpenAI non li ha detti. Il costo massimo tenuto da parte mentre la richiesta era in corso e il costo stimato.

    Nel registro non ci sono il testo delle frasi, il testo della lavagna e l’identificativo della lavagna. Le righe di un account si cancellano insieme all’account. Resta solo la somma della spesa di ogni mese, per tutto il sito, che non è collegata a nessun account.

  • Quando sono partiti i tuoi limiti di consumo. Per ogni account, quando è partita l’ultima finestra di ore e l’ultima settimana. Sono solo due date: i conti si fanno dal registro delle richieste. Si cancellano insieme all’account.
  • I pareri sulla vista della lavagna. Se lasci un parere, e quale vista usi. Sono descritti in I pareri sulla vista della lavagna.
  • Dati tecnici. I nostri fornitori registrano nei loro log l’indirizzo IP, il browser, l’ora e le richieste. Lo fa Supabase per il database e l’accesso, e Vercel per le pagine e per il server che passa le richieste al modello.

L’invito per email lo spedisci tu, con il tuo programma di posta: Nivonda non manda email alle persone invitate.

Quali dati non raccogliamo

  • Il testo che passa verso il modello. Il server di Nivonda fa solo da passaggio: manda la frase e il pezzo di lavagna a OpenAI e ti rimanda la risposta, ma non li salva. Di ogni richiesta scrive solo il registro tecnico descritto sopra, senza il testo. La frase che scrivi e la risposta, però, restano nella chat della lavagna, perché fanno parte della lavagna.
  • Chiavi di servizi AI. Non te ne chiediamo e non ne conserviamo: il modello lo usiamo con una chiave del gestore, che sta solo sul server.
  • L’audio della voce. Nivonda non lo registra (vedi La voce).
  • Statistiche, pubblicità, profilazione. Non ci sono: niente strumenti di statistica sull’uso, niente pubblicità, niente cookie di profilazione, niente script di terzi nelle pagine. Anche i caratteri sono serviti dal sito stesso: non li scarichiamo da Google mentre usi Nivonda. Durante la beta, oltre al registro tecnico delle richieste al modello (vedi sopra), Nivonda conta soltanto quale vista della lavagna usi (quando apri una lavagna e quando la cambi), e i pareri che lasci: vedi I pareri sulla vista della lavagna.

Perché usiamo i dati e su quale base

Usiamo i dati per tre scopi.

  • Darti il servizio: creare il tuo account, tenere le tue lavagne, farle vedere alle persone che inviti, mostrare i cambi in tempo reale, far capire le tue frasi al modello AI. La base è l’esecuzione del contratto con te, cioè i Termini e condizioni (art. 6, par. 1, lett. b, del GDPR). Senza l’email e la password non possiamo darti il servizio.
  • Tenere il servizio al sicuro e i costi sotto controllo: prevenire gli abusi, applicare i limiti di spazio e d’uso, tenere il registro tecnico delle richieste al modello per rispettare i limiti e i tetti di spesa e per capire gli errori, leggere i log tecnici quando serve per capire un problema. La base è il nostro legittimo interesse a offrire un servizio sicuro, che nessuno sfrutti male (art. 6, par. 1, lett. f). Per questo usiamo solo i dati che servono. Puoi opporti: vedi I tuoi diritti.
  • Migliorare la beta: leggere i pareri e sapere quale vista usi, per capire quale funziona meglio. La base è il nostro legittimo interesse a migliorare il servizio (art. 6, par. 1, lett. f). Il parere lo lasci tu, se vuoi: se non lo lasci, tutto funziona uguale. Vedi I pareri sulla vista della lavagna.

Non usiamo i tuoi dati per fare pubblicità o per profilarti.

I modelli AI

Per capire le tue frasi e proporre le modifiche alla lavagna, Nivonda usa un modello AI di OpenAI. Lo usiamo con una chiave del gestore di Nivonda, che sta solo sul server: tu non devi inserire nessuna chiave. Durante la beta non paghi niente.

La strada dei tuoi dati. Quando mandi una frase, succede questo.

  1. Il tuo browser prepara la frase e il pezzo di lavagna che serve per capirla. Prima di mandarli li oscura (vedi sotto).
  2. Li manda al server di Nivonda, che è ospitato da Vercel. Il server li gira a OpenAI e non li salva.
  3. OpenAI fa lavorare il modello e rimanda la risposta, che passa dal server fino al tuo browser.

OpenAI è un nostro fornitore. Tratta il testo per conto di Nivonda, per darci la risposta del modello. Insieme al testo riceve un codice che identifica il tuo account senza dire chi sei: non è la tua email né il tuo identificativo, ma è sempre lo stesso per il tuo account. OpenAI ha sede negli Stati Uniti, quindi questi dati escono dall’Unione europea: ne parla la sezione Chi tratta i dati per noi.

Cosa dice OpenAI dei dati che arrivano dall’API. Secondo le sue pagine ufficiali, di norma OpenAI non usa i dati che riceve dall’API per addestrare o migliorare i suoi modelli. Inoltre può tenere i registri sull’uso dell’API, che possono contenere richieste e risposte, fino a 30 giorni, per individuare gli abusi, salvo eccezioni (per esempio se la legge lo richiede). Sono regole di OpenAI e possono cambiare. Le trovi, in inglese, in questa pagina sulla privacy dei dati delle aziende e in questa guida ai controlli sui dati.

Il server non salva il testo. Il server di Nivonda non conserva il testo delle frasi né della lavagna che manda al modello. Per ogni richiesta scrive solo il registro tecnico descritto in Quali dati raccogliamo, per gestire i costi e i limiti. Le righe del registro restano finché c’è il tuo account.

I limiti della beta.

  • Ogni account ha un limite di consumo ogni 5 ore e uno ogni 7 giorni. Il consumo dipende da quanto lavora il modello, non da quante frasi mandi: una frase lunga, o una lavagna grande, ne usa più di una breve. Ogni limite comincia a contare con la tua prima frase; quando finisce, la parte AI si ferma fino all’ora del rinnovo: la lavagna resta com’è e la puoi modificare a mano.
  • C’è anche un freno alle frasi mandate troppo vicine una all’altra: se capita, aspetta un momento e riprova.
  • Ogni account ha anche un tetto di spesa al giorno, come rete di sicurezza. Con un uso normale di solito non si raggiunge. Se si raggiunge, la parte AI si ferma fino al giorno dopo.
  • Il sito ha anche un tetto di spesa al mese, uguale per tutti insieme. Quando è raggiunto, la parte AI si ferma fino al mese dopo: la lavagna resta com’è e la puoi modificare a mano.
  • Nelle impostazioni, in «Utilizzo», vedi quanto hai usato di ogni limite in percentuale e quando si rinnova.
  • Le ore dei rinnovi, il giorno e il mese dei tetti si contano con l’ora di Roma. I numeri possono cambiare.

Su una lavagna condivisa il pezzo di lavagna che parte verso OpenAI può contenere anche quello che hanno scritto le altre persone. Parte ogni volta che qualcuno scrive una frase: se inviti qualcuno a scrivere sulla lavagna, anche quello che hai scritto tu può arrivare a OpenAI con le sue frasi.

L’oscuramento. Prima che il testo lasci il tuo browser, telefoni, email, IBAN, codici fiscali e numeri di carta diventano un segnaposto, per esempio [contatto1], e tornano al loro posto nella risposta. Al server di Nivonda e a OpenAI arriva il segnaposto. È un aiuto, non una garanzia: non riconosce tutto. Non copre, per esempio, nomi, indirizzi o dati sulla salute, e un dato scritto in modo insolito può passare.

«Cosa è stato inviato». Nella chat puoi aprire «Cosa è stato inviato» e vedere il testo che è partito dal tuo browser, già oscurato. L’elenco sta solo nella scheda del browser: non va nel database e sparisce quando chiudi la pagina.

Se la parte AI è ferma (hai finito il consumo di queste ore o della settimana, hai raggiunto il tetto del giorno, il sito ha raggiunto il tetto del mese oppure OpenAI non risponde), la lavagna resta com’è e la puoi modificare a mano.

I pareri sulla vista della lavagna

La lavagna si può disporre in tre modi: Classica, Colonne e Isole. Per capire quale funziona meglio, durante la beta Nivonda tiene due cose in più. Non riguardano il contenuto delle lavagne.

  • Il parere. Se tocchi «Com’è questa vista?» e invii, il database salva: l’account, quando (con la data e il giorno di Roma, per il limite), la vista a cui si riferisce, il voto (pollice su o giù), la frase se ne scrivi una (al più 500 caratteri) e la versione dell’app, se il browser la sa. Più un numero che identifica la riga. Il parere è facoltativo, e la frase lo è ancora di più.
  • La frase. È testo libero: contiene quello che scrivi. Il parere lo legge chi gestisce Nivonda. Non scriverci dati personali. Se ci scrivi comunque qualcosa di personale, vale come ogni altro tuo dato: puoi chiederci di toglierlo (vedi I tuoi diritti).
  • La vista in uso. Quando apri una lavagna e quando cambi vista, Nivonda segna per il tuo account quale vista hai scelto, quante volte l’hai aperta o scelta e quando: la prima e l’ultima volta. All’apertura conta una volta sola per scheda del browser: ricaricare la pagina non aggiunge niente. Non segna per quanto tempo usi la lavagna né cosa ci fai. La scelta vera resta sul tuo dispositivo, qui c’è solo il conto.

A cosa servono. A migliorare la beta: capire quale vista piace e perché.

Chi li vede. Solo chi gestisce Nivonda, dal pannello del database. Non li vedono le persone con cui condividi le lavagne, e non vanno a OpenAI: restano su Supabase.

Per quanto. Finché c’è il tuo account: si cancellano insieme a lui, come il registro tecnico delle richieste al modello. Non c’è un limite di tempo prima.

Il limite. Contro gli abusi, ogni account può lasciare un numero limitato di pareri al giorno, contato con l’ora di Roma. Se lo superi, il parere non parte e la lavagna funziona uguale.

La voce

Se usi il microfono, la trascrizione la fa il riconoscimento vocale del tuo browser, non Nivonda. In Chrome l’audio va a Google. In Safari va ad Apple. Per quell’audio valgono i termini e la privacy di quei servizi.

Nivonda non registra l’audio e usa solo il testo trascritto. In Firefox la voce non c’è. Se non vuoi usarla, puoi scrivere le frasi.

Quando parli, Nivonda legge a voce le risposte con la sintesi del tuo browser (puoi spegnerla con «Voce»). Sceglie sempre una voce italiana che sta sul tuo dispositivo. Se il dispositivo non ne ha, il browser può usare una voce online (Google in Chrome, Microsoft in Edge): allora il testo letto passa dai loro server.

Chi tratta i dati per noi

Per far funzionare Nivonda ci appoggiamo a tre fornitori, che trattano dati per conto nostro.

  • Supabase: il database e l’accesso all’account. Il nostro progetto è nella regione UE di Francoforte (eu-central-1).
  • Vercel: ospita il sito e il server che passa le richieste al modello. Le richieste passano dai suoi server, anche fuori dall’Unione europea.
  • OpenAI: il modello AI che capisce le frasi. Riceve la frase e il pezzo di lavagna che servono, già oscurati, con un codice che identifica il tuo account senza dire chi sei, e rimanda la risposta. Ha sede negli Stati Uniti, quindi questi dati escono dall’Unione europea. Cosa dice OpenAI della conservazione dei dati dell’API lo trovi in I modelli AI.

Su come sono protetti i dati quando escono dall’Unione europea, e sugli accordi con questi fornitori (compreso l’accordo sul trattamento dei dati con OpenAI), questo documento verrà completato prima dell’apertura di Nivonda a tutti.

Il servizio di riconoscimento vocale del tuo browser non è un nostro fornitore: lo usi tu, con il tuo browser. Ne parla la sezione La voce.

Chi vede le tue lavagne

Una lavagna la vedi tu e la vedono le persone che inviti. Chi non è stato invitato non la vede. Quello che ognuno può fare dipende dal suo ruolo.

  • Proprietario. È chi ha creato la lavagna. La vede e ci scrive, invita le persone, cambia i loro ruoli e può togliere la lavagna.
  • Può scrivere. Vede la lavagna e ci scrive. Non invita nessuno.
  • Solo lettura. Vede la lavagna e basta (nell’invito si chiama «Solo guardare»).

Chi fa parte di una lavagna ne vede tutto il contenuto, la chat e l’elenco delle persone con la loro email. Solo il proprietario vede gli inviti non ancora usati.

I pareri sulla vista e la vista che usi non li vede nessuna delle persone invitate: solo chi gestisce Nivonda (vedi I pareri sulla vista della lavagna).

Le lavagne non sono cifrate in modo che nemmeno noi possiamo leggerle: chi gestisce Nivonda può accedere al database. Ci entriamo solo quando serve, per assistenza, per la sicurezza o per un obbligo di legge.

Prima di invitare qualcuno controlla l’indirizzo email. E ricorda che su una lavagna condivisa il contenuto può partire verso OpenAI ogni volta che qualcuno ci scrive una frase: vedi I modelli AI.

Quanto teniamo i dati e come cancellare l’account

Teniamo i tuoi dati finché c’è il tuo account. Vale anche per il registro tecnico delle richieste al modello: le sue righe si cancellano insieme all’account. Resta solo la somma della spesa di ogni mese, per tutto il sito, che non è collegata a nessun account. Lo stesso vale per i pareri sulla vista e per la vista in uso: si cancellano con l’account.

Quello che togli da una lavagna, e una lavagna intera, non sparisce subito: va nel cestino e resta nel database. Se vuoi che sparisca davvero, scrivici. I log dei nostri fornitori, OpenAI compreso, seguono le regole di conservazione di quei fornitori: per OpenAI vedi I modelli AI.

Cancellare l’account. Oggi nell’app non c’è un pulsante per farlo. Scrivi a ciao@nivonda.com dall’indirizzo con cui ti sei registrato e cancelliamo il tuo account.

Quando un account viene cancellato, le lavagne create da quell’account spariscono, anche per le persone invitate. Dalle lavagne create da altri esci, e quello che avevi scritto lì resta sulla lavagna, ma non è più collegato al tuo account. Prima di chiederlo, tieni una copia di quello che ti serve.

Lasciare una lavagna da soli e togliere una persona da una lavagna sono funzioni in arrivo: non sono ancora attive.

I tuoi diritti

Il GDPR ti dà questi diritti.

  • Accesso: sapere se trattiamo dati su di te e averne una copia.
  • Rettifica: far correggere i dati sbagliati.
  • Cancellazione: chiedere che i tuoi dati siano cancellati.
  • Limitazione: chiedere di fermare l’uso dei dati mentre si chiarisce un dubbio.
  • Portabilità: ricevere i dati che ci hai dato in un formato che un programma può leggere.
  • Opposizione: opporti all’uso dei dati che facciamo per il nostro legittimo interesse.

Per esercitarli scrivi a ciao@nivonda.com. Potremmo chiederti di confermare che l’account è tuo. Rispondiamo il prima possibile e, in ogni caso, entro un mese.

Se pensi che i tuoi dati non siano trattati come dovrebbero, puoi fare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali: garanteprivacy.it.

Minori di 14 anni

Nivonda non è pensato per chi ha meno di 14 anni, e per avere un account devi averne almeno 14. Se pensi che un account sia di una persona più piccola, scrivici a ciao@nivonda.com: lo cancelliamo.

Dati delicati

La versione web di Nivonda è pensata per i gruppi e per le cose generiche. Non scriverci dati sulla salute né altri dati che la legge chiama «particolari», come le opinioni politiche o religiose o la vita sessuale. Il contenuto va a Supabase, lo vedono le persone invitate e può arrivare a OpenAI. L’oscuramento non copre questi dati.

Per i dati personali delicati è in preparazione un’app per Mac, con un modello che gira sul tuo computer e non manda niente fuori. Non è ancora disponibile.

Modifiche a questa informativa

Possiamo cambiare questa informativa. Quando succede, cambia la data in cima alla pagina. Se il cambiamento è importante, te lo diciamo nell’app o per email.